martedì 28 febbraio 2012

Arrivederci Emanuele e cocotte di uova al formaggio.

Un amico di infanzia morto. La notizia arriva come una coltellata in piena schiena.
Alla notizia dell'accaduto i dotti lacrimali mi si sono completamente asciugati, lasciando spazio solo allo sbigottimento e a una marea di ricordi che ancora oggi mi affollano la mente lasciandomi preda di emicranie pazzesche. Estati intere passate insieme: la mattina al mare, rigorosamente alla 4° fermata del Poetto, poi alle 6 tutti all'oratorio, in pratica una seconda casa. A dicembre il presepe costruito tutti insieme. E le partite di calcetto femminile...Troppe cose tutte insieme, ve lo dicevo...
Non sono un'ingenua, so che dopo la vita arriva la morte, ma credevo che per noi fosse diverso.
Emanuele era uno che ti aspettavi di rivedere dopo dieci anni e ritrovarlo uguale a come l'avevi lasciato l'ultima volta. Come tutti gli altri d'altra parte. Quegli amici che non vedi mai, perchè ognuno ha preso la sua strada, inseguendo sogni di fama, carriera, amore...Ma quando ci si incontra è una festa enorme, una gioia per gli occhi e per il cuore.
Ho sempre pensato che non ci sia amore pià grande di quello per gli amici. Perchè la famiglia è quella che ti capita, l'amore ti trafigge, e fa tutto per i fatti suoi...Ma l'amicizia la scegli, la coltivi, decidi se innaffiarla o lasciarla seccare al caldo torrido dell'estate.
Io ed Emanuele ci siamo voluti molto bene ma non ce lo siamo mai detti, poi il tempo passa, le cose cambiano e ci si ritrova tra le mani un pugno di mosche. Una delle ultime volte che abbiamo parlato, più o meno 11 anni fa mi disse "Voglio diventare un vigile del fuoco, così almeno sarai contenta". Ovviamente feci l'arrogante come solo una sedicenne sa fare, e gli dissi che non me ne fregava nulla.
Non gli ho mai detto che gli volevo bene, come non l'ho mai fatto con gli altri, e ora me ne pento.
Per favore non fate come me, lasciate da parte l'orgoglio e dite un semplice TI VOGLIO BENE  a chi amate, fatelo con un sms, una lettera, una mail, ma fatelo.
Perchè poi potrebbe essere troppo tardi.



Ancora in preda al raptus della prima parte del post vi do questa ricetta improvvisata, perchè da noi le uova salvano le serate in cui non si ha grande voglia di cucinare, e non mancano mai visto il mio amore per i dolci.

COCOTTE DI UOVA AL FORMAGGIO

Ingredienti x 1 cocotte:
  • 1 o 2 uova (in casa mia siamo dei golosoni quindi abbondiamo)
  • emmantaler tagliato a cubetti, quanto ne serve a coprire il fondo della cocotte
  • 5 cucchiai di latte
  • sale e pepe
Tagliamo a cubetti il formaggio, mescoliamolo con il latte e facciamo fondere a bagnomaria.
Io sono più veloce: metto nel microonde mescolando ogni trenta secondi.
Quando avremo ottenuto una crema omogenea, ne mettiamo metà nella cocotte.
Aggiungiamo le uova e infine copriamo con la fonduta rimasta.
Mettiamo in forno già caldo a 180°C per massimo 5 minuti.

Il tempo di cottura è importantissimo perchè altrimenti vi ritroverete il tuorlo cotto, e non è quello che vogliamo. E' decisamente meglio che sia morbido e succoso in modo da poter immergere un pezzetto di pane nella cocotte e gustare tutto nella sua squisita morbidezza.

venerdì 24 febbraio 2012

Caccia alle bastarde e Insalata di indivia con arance e noci.




Non sono tante le cose in grado di farmi perdere la calma, ma le formiche sono tra queste.
Non ne ho mai visto una da quando vivo qui, quasi tre anni, e ora queste bastarde hanno deciso di invadere il mio territorio: la cucina, il mio amato regno! Ogni volta che se ne presentava qualcuna dovevo spostare tutto, lavare, mettere l'insetticida dove possibile e riordinare... e dico DOVEVO...fino a oggi....
Vista la bella giornata mi sono messa a sistemare il giardino e proprio mentre davo un'occhiata ai fiori ho notato che vicino al laghetto una fila di formichine lavorava alacremente alla ricerca di cibo.
Improvvisamente un lampo di follia mi ha attraversato il cervello e subito ho preso a inseguire l'ordinata colonnina per capire dove andasse a finire... Le bastarde passavano (e ribadisco PASSAVANO) sotto la gabbia del canarino, dietro il vaso della bungaville, dietro il barbecue e poi salivano sul muro per andare a passeggiare sul cavo della parabola ed entrare felicemente nei muri della mia casetta. Sempre in preda a raptus omicidi ho pulito tutto per bene, innaffiato il muro per disperdere il nemico e irrorato ovunque potessi l'insetticida, ovviamente stando attenta all'incolumità dei miei cagnoloni, Kimba e Rex.
Ora non mi resta che aspettare e sperare che non si ripresentino, ma se anche fosse sarò pronta a combattere.
Intanto se conoscete qualche rimedio naturale anti formiche fatemelo sapere, così potrò evitare di usare prodotti chimici che non fanno bene nè a noi nè all'ambiente.

Ma passiamo alla cucina che è meglio....
Avevo in frigo dell'insalata belga, o indivia che dir si voglia, e prima di doverla buttare mi sono decisa a farne un'insalata ispirandomi a una ricetta trovata sul Cucchiaio d'argento.
E' un buon modo per rendere allegra e colorata un'altrimenti noiosa insalata aggiungendo anche tutte le vitamine delle noci e dell'arancia.



Insalata di indivia, arance e noci

Ingredienti:
  • 2 cespi di indivia
  • 10 gherigli di noci
  • 2 arance piccole e succose
  • olio
  • aceto
  • sale
  • pepe

Tagliamo a fette l'indivia, poi le arance, facendo attenzione a non disperderne il succo.
Mettiamo in una boule e aggiungiamo le noci.
Prepariamo una vinagrette emulsionando con i rebbi di una forchetta 4 cucchiai d'olio, 1 d'aceto e il succo delle arance che abbiamo conservato. Aggiungiamo sale e pepe.
Condiamo l'insalata mescolando bene e serviamo.

giovedì 16 febbraio 2012

Riso Venere al salmone (Venus risotto with salmon)


Solitamente evito accuratamente di fare la spesa al Carrefour. Mi è sempre sembrato caro, disordinato e poco adatto a me. Ho sempre prediletto l'Euro Spin a pochi km da casa dove poter fare la spesa "grossa" in santa pace senza salassarmi.
Bene, ieri ho scoperto che quello che pensavo non era esattamente vero.
Visto che il cosidetto Carrefour è a due passi dalla clinica in cui lavoro ieri ho provato a farci qualche acquisto e mi sono dovuta ricredere. Anche lì presentano prodotti DISCOUNT e prodotti a KM ZERO, cioè prodotti in questo caso in Sardegna. E' stato divertente passeggiare per quegli scaffali immensi, anche se alla fine avevo un mal di testa feroce, e poter vedere quanta scelta si ha per comprare un semplice pacchetto di riso.
Guarda che ti guarda l'occhio mi è caduto sul riso Venere, mai provato prima e mai visto prima su nessuno scaffale di mia conoscenza. Ero combattuta, anche perchè Ste non è sempre avvezzo alle mie sorprese...Però avevo scongelato un bel trancio di salmone...Ma sì, e risotto sia! Anche se io non ne sono una grande amante nè una buonissima cuoca.


Risotto Venere al salmone

Ingredienti:
  • 1 trancio di salmone
  • 200 gr di riso Venere
  • 1 lt di brodo
  • 50 gr di burro
  • 1/2 cipolla
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale
Leviamo la pelle e le spine al salmone, poi tagliamolo a dadini.
Tritiamo finemente la cipolla.
Rosoliamo con una noce di burro la cipolla e il pesce, saliamo.
Mettiamone da parte qualche cucchiaio per decorare alla fine.
Quando il soffrito sarà pronto buttiamo il riso e facciamo tostare.
Sfumiamo col vino bianco.
Copriamo col brodo e facciamo cuocere mescolando fino a cottura ultimata.
Mantechiamo con il restante burro e servire caldo.

NOTA BENE:
il riso venere richiede una cottura molto lunga, di almeno 30-40 minuti, e anche una volta cotto presenta una consistenza croccante. Assicuratevi che il suo gusto aromatico sia gradito ai commensali.

martedì 7 febbraio 2012

Torta di carote senza farina (Carrot's cake withour flour)



Non scrivo nulla da un po', ma sapete ho fatto di tutto e di più in questi ultimi dieci giorni, compreso andare a Verona a fare una sorpresa alla mia migliore amica per il suo compleanno. Avreste dovuto vedere la sua faccia, per poco non ci restava secca.
Come è facile immaginare lì non ho cucinato nulla, il massimo è stato scaldarmi l'acqua per una tazza di the. Non mi facevano neanche preparare il caffè. Ma meglio così! Come sempre sono stata straviziata e coccolata da tutti, e ovviamente mi sono dedicata anche al mio sport preferito che non è lo sci ma lo shopping selvaggio. Non so neanche come ho fatto a chiudere la valigia...

Ovviamente sono tornata a lavoro, anche se mooolto controvoglia, e per darmi la forza di superare il freddo polare di questi giorni ieri ho preparato una torta di carote, ma senza farina, altrimenti la Doc celiaca non ne avrebbe potuto mangiare. Dopo aver sfogliato tutti i miei ricettari sono approdata a questa ricetta, totalmente gluten free.
L'ho portata a lavoro che era ancora tiepida, ma i miei colleghi sono intrepidi, e ignorando il rischio di un mal di pancia epocale se la sono spazzolata quasi tutta lasciando giusto una fettina.




TORTA DI CAROTE SENZA FARINA

Ingredienti:
  • 400 gr di carote
  • 300 gr di mandorle
  • 150 gr di zucchero
  • 150 gr di farina di cocco
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito
Esecuzione facilissima.
Grattugiamo le carote.
Riduciamo in polvere le mandorle.
Mescoliamo tutti gli ingredienti: carote, farina di mandorle, farina di cocco, uova intere, zucchero e lievito. Cerchiamo di amalgamare bene gli ingredienti.
Versiamo nello stampo coperto dalla carta forno e cuociamo a 160-170 °C per circa 40 minuti.
Proviamo il grado di cottura con uno stecchino e aspettiamo che si formi una lieve crosticina, a questo punto il dolce è pronto.