domenica 7 ottobre 2012

Cibo da catering: ospedali e mense scolastiche

Che sono un'infermiera lo sapete già.
Durante i tre anni di Università ho fatto tirocinio in vari ospedali di Cagliari e ho potuto vedere (e assaggiare) quello che i miei pazienti ricevevano ai pasti, constatando che con l'avvento dei catering la situazione è andata precipitando verso un baratro senza fine. 
In qualche struttura resiste ancora la vecchia mensa che ogni giorno si occupa di preparare da mangiare per centinaia di pazienti tenendo conto delle restrizioni dietetiche del caso (diete iposodiche e via discorrendo ) e che poi viene distribuito nei reparti con il famoso carrello. In questo caso ho constatato che i piatti sono vari e si può sempre scegliere in base ai propri gusti, ovviamente patologie permettendo.
Non manca mai il semolino, ma quasi sempre c'è anche la pasta o il minestrone, il riso può essere alla milanese o con i funghi, e anche tra i secondi non si resta scontenti: pollo bollito o arrosto, polpettone, cordon bleu, scaloppine, pesce come il merluzzo, ma anche spigole e orate, o formaggio. Stesso discorso per i contorni che solitamente consistono in insalata o verdura bollita come patate, spinaci, e carote, ma anche il purè viene preparato spesso.
Distribuire il pasto in questo modo a mio avviso evita gli sprechi perchè è il paziente che sceglie cosa gradisce libero di mangiare anche solo un primo o un secondo, è di qualità superiore (sempre mia opinione) e viene dosato al momento. E' ovvio che un ragazzo di 25 anni alto un metro e ottanta mangi più della vecchietta novantenne che va avanti a suon di caffellatte.
Ora i catering la fanno da padrone distribuendo piatti preconfezionati che sembra contengano cibo. Quantità minime che non sfamerebbero neanche un'anoressica vengono rifilate a persone ignare di ciò che le aspetta. 
Nessun colore, nè sapore. La pasta è collosa è condita con mezzo cucchiaino di sugo se sì è fortunati, le cosce di pollo sono così piccole che sembra provengano da canarini, e la verdura è razionata in cucchiai. Ora, chi di noi sarebbe soddisfatta dopo aver mangiato un solo, misero cucchiaio di spinaci bolliti?
La settimana scorsa ho dovuto ascoltare la tirata di un paziente sui pasti che il catering ha distribuito durante un suo recente ricovero.Vi dico solo che si è dovuto far portare la pastasciutta da casa...


Stesso discorso per le mense scolastiche. Sapete cosa mangiano i vostri figli? Qual'è la qualità del cibo?Io non ho ancora figli ma la questione mi incuriosisce parecchio, soprattutto dopo essermi fatta un giro su NeverSeconds il blog di Martha Payne, una bambina di nove anni che ogni giorno, tornata da scuola si lamentava con i genitori del cibo scarso che riceveva per pranzo.
Per dimostrare che non mentiva ha iniziato a scattare delle foto al suo vassoio mettendo a nudo la dura realtà.

photo by neverseconds.blogspot.it
Cosa pensereste se sapeste che i vostri figli ricevono solo questa roba per pranzo? Lo riterreste sufficiente?
E la qualità dove la lasciamo? E l'educazione alimentare?
Ora non voglio estremizzare ma sensibilizzare tutti verso questo genere di problema. 
In fondo, care amiche, siamo food blogger, ci occupiamo di buon cibo e credo che nessuna di noi si sentirebbe a proprio agio sapendo che anche un solo bambino si ritrovi a dover mangiare cose simili. 
Voi cosa ne pensate?
 




1 commento:

L'angolo della casalinga ha detto...

Ricordo i pasti delle mie elementari. Roba dalla consistenza plastica, inodore, incolore e insapore. Robaccia, che non porterei mai sulla mia tavola. E non perchè sono una foodblogger, ma perchè ho RISPETTO di chi siede alla mia tavola. Ho visto cosa si serve negli ospedali ora che un mio caro deve restarci per qualche giorno. Altra robaccia, inodore, incolore, insapore. Ti credo che non mangia, neanche la mia gatta mangerebbe.

Trovo la cosa umiliante ed irritante. Umiliante perchè le persone devono essere messe in condizione di mangiare bene, irritante perchè siamo un Paese con una tradizione culinaria avanzatissima e sappiamo preparare un buon pasto. Ho iniziato a scrivere un blog per insegnare anche a chi non aveva mai provato la buona cucina. Come potrei non indignarmi di fronte a questo? Peccato che il mio sia l'unico commento...

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