mercoledì 2 ottobre 2013

Una nuova avventura

Una lunga attesa, e finalmente rieccomi qui, tra le pagine che adoro a spiegarvi perchè sono sparita nel nulla.
Non che sia rimasta esattamente con le mani in mani nell'ultimo mese...Infatti mi sto dedicando all'apertura di un'attività da sogno per me, ovvero un pub in cui ho anche la possibilità di cucinare. Certo che se non ci fosse stato mio cugino (che mi fa anche da socio) non ce l'avrei mai fatta, ma piano piano le cose si sono allineate e i desideri si sono realizzati.
Certo, di questi tempi è una scelta un pochino azzardata, ma come dice il detto "Chi non risica non rosica".
Venerdì ci sarà l'inaugurazione e quindi anche la mia prima possibilità di buttarmi nella mischia e sporcarmi un po' le mani con le varie preparazioni, ma credo capirete la paura che mi attanaglia..
Intanto io parto e poi quello che succede succede.
Lo volete vedere il locale? E vabbè vediamo se vi piacciono queste foto gentilmente fatte dalla mia collega Ivana che con tanta pazienza si è prestata a ritrarre i lati migliori di questo piccolo angolo.












Bè che mi dite? Vi piace? Prometto che appena si inizia ricomincio a postare qualcosa di buono!

venerdì 6 settembre 2013

Muffin ai pomodori secchi e capperi


Finalmente ci risiamo. L'autunno è arrivato e a quanto pare anche la mia voglia di cucinare. 
Proprio ieri ho terminato di leggere la trilogia degli Hunger Games e con la mente sgombra dalla smania di arrivare all'ultima pagina  posso dedicarmi ai miei adorati fornelli con più rilassatezza.
Non avete idea di quanto mi abbia preso questa lettura, e di quanto sia bello arrivare alla fine dopo aver viaggiato in mondi lontano e conosciuto tante persone, anche se solo nella propria fantasia. Credo che poche cose siano più belle che leggere proprio perchè si può fluttuare in mille e un luogo solo grazie alla propria mente.

Quindi iniziamo subito con una ricetta che ho preparato a Verona a casa della mia amica Chiara. Dei semplicissimi muffin salati che possono essere personalizzati come più si vuole. 
Ho preso la ricetta dal Cucchiaio d'Argento, sicura garanzia di riuscita, ovviamente modificandola secondo i miei gusti e servendola sotto forma di muffin piuttosto che torta salata; in questo modo l'impasto viene già sporzionato . Peccato per la foto, fatta velocemente con il telefonino, ma non potevo non postarvi queste piccole delizie.


MUFFIN AI POMODORI SECCHI E CAPPERI

Ingredienti per 13 muffin circa:

200 gr di farina 00
100 gr di parmigiano grattugiato
3 uova
7 pomodori secchi sott'olio 
2 cucchiai colmi di capperi sott'aceto
100 ml di latte
100 ml d'olio
1 bustina di lievito 
6 foglie di basilico
sale e pepe.

Tagliamo i pomodori secchi a dadini.
Mescoliamo insieme tutti gli ingredienti, compresi i pomodori secchi, i capperi e il basilico.
Dividiamo il composto nei pirottini deponendone una cucchiaiata abbondante, e cuociamo in forno caldo a 180°C per circa 10-13 minuti. Togliere dal forno e servire tiepidi o freddi secondo il proprio gusto.

martedì 30 luglio 2013

CHIUSO PER FERIE

Qualcuno ha notato la mia assenza dal web?
Si, no, boh...
Comunque mi sembra doveroso spiegarvi un po' che fine ho fatto.
O meglio... faccio sempre le stesse cose di sempre, ma non cucino praticamente nulla. Ormai in casa si mangia quasi solo frutta e verdura fresca e il gas si accende il minimo indispensabile a garantire una sopravvivenza quanto meno decente. Le temperature sono vulcaniche e io per un po' mi do alla macchia, rilassandomi e trascorrendo ore liete al mare in compagnia di Ste e degli amici. 

Vi auguro una felice estate e vi lascio la foto che ho scattato la settimana scorsa a Cala Goloritzè, vicino a Baunei. Secondo voi con un mare così ho voglia di cucinare?
Un abbraccio.


mercoledì 26 giugno 2013

Insalata di pollo marinato con salsa allo jogurt


Frutta e verdura di stagione. Sembra un'utopia ormai. O meglio tutti vogliono tutto sempre, senza pensare a due punti che per me ormai sono diventati fondamentali: prezzo e sapore.
Se vogliamo possiamo sorvolare sul fattore costo, in fin dei conti ognuno è libero di spendere quanto desidera per il proprio cibo, ma pagare 4 euro un chilo di pomodori completamente insapori mi sembra un'esagerazione incredibile. Ammetto che quando faccio la spesa sbircio nel carrello altrui e quasi sempre la gente compra la stessa roba: pomodori, lattuga, mele, e poco altro. Se solo pensassero a quello che si perdono... Esistono frutti e ortaggi coltivati dietro casa nostra che costano un'inezia e ci ripagano di quei pochi euro spesi in gusto e salute.
Sarò viziata io o stiamo perdendo di vista l'obiettivo fondamentale della cucina? 
Prodotti di ottima qualità che ci permettano di preparare ottimi piatti. 
Ecco perchè questa sfida dell'MT mi piace da impazzire. Realizzare un'insalata non è semplice come sembra e se non si usano prodotti freschissimi e possibilmente di stagione il risultato sarà solo una cozzaglia di colori senza gusto. E dire che basta poco. Seguite il mio consiglio: uscite dai supermercati che vendono solo prodotti importati da chissà dove e fatevi un giro nei mercati locali o dai piccoli rivenditori vicino a casa, non ve ne pentirete.

Ora passiamo alla mia insalata. Pochi ingredienti e una semplicità imbarazzante che però ha trasformato quello che poteva essere un contorno abbastanza usuale in un piatto unico perfetto per la cena.

Ingredienti per 2 persone:
300 gr di petto di pollo a dadini
100 gr di fagiolini
8 foglie di lattuga
4 pomodori da insalata
5 fettine sottilissime di pane insemolato
1 rametto di rosmarino
qualche ciuffo di timo
mezzo vasetto di jogurt bianco intero
olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaino di mostarda
sale

Lo so, la lista degli ingredienti sembra lunga, ma la preparazione è di una semplicità incredibile.
Mettiamo il prima possibile il pollo a marinare con qualche cucchiaio d'olio, il timo e il rosmarino tagliati grossolanamente. Se possibile lasciamo così in frigo per tutta la notte in modo che il sapore delle erbe penetri il più possibile nella carne, altrimenti ci accontentiamo di una marinatura di almeno un'oretta. 
Facciamo bollire i fagiolini in acqua salata e quando sono pronti, scoliamo e lasciamo freddare.
Laviamo con cura la lattuga e i pomodori, asciughiamo e tagliamo, poi versiamo tutto in una ciotola abbastanza capiente con i fagiolini.
Metà del lavoro è fatto. 
Ora non ci resta che far cuocere su una piastra ben calda il pollo, lasciamolo saltare per bene ma non cuociamolo troppo altrimenti risulterà stopposo. Lasciamo intiepidire prima di aggiungere alle verdure che altrimenti appassiranno velocemente, per non parlare dei pomodori che potrebbero inacidire a tempo record.
Facciamo tostare su una padella antiaderente le fettine del pane.
Per preparare la salsa mescoliamo bene lo jogurt con la mostarda e 2 cucchiai d'olio, aggiungiamo un pizzico di sale e a piacere una spolverata di pepe.
Uniamo il pollo alle verdure e mescoliamo bene mentre cospargiamo con la salsa. Disponiamo su un piatto da portata e  infine adagiamo in cima i crostini che così resteranno ben croccanti.





giovedì 20 giugno 2013

Insalata colorata d'estate









Dopo aver glissato per la seconda volta la sfida dell'MT, non senza dispiacere, sono corsa a vedere la sfida di giugno speranzosa di trovare qualcosa che mi fosse affine e sicura che avrei trovato il tempo di realizzare una ricetta fantastica stavolta. Non sono rimasta delusa. 
La Cesar's salad in senso stretto e le insalate in generale rientrano tra i miei piatti preferiti e questa sfida cade proprio a pennello. Di recente ho riscoperto la magia della verdura, che uso spesso per preparare dei piatti unici che si possano mangiare anche freddi o dopo una brevissima scaldata al microonde, perchè non so da voi, ma a Cagliari l'estate è esplosa all'improvviso e accendere i fornelli equivale al suicidio.
Sta di fatto che dopo l'entusiasmo iniziale ho iniziato a riflettere sul fatto che anche se l'idea mi allettava tanto, una preparazione come quella richiesta dal regolamento non era troppo semplice da inventare, e infatti per qualche giorno sono rimasta in meditazione nella speranza che qualche idea mi attraversasse il cervello. Poi mentre facevo la spesa l'ispirazione è arrivata e a casa nel giro di poco tempo ho creato quella che sarebbe diventata la mia cena di ieri. Ne sono rimasta piacevolmente colpita, proprio perchè con pochi ingredienti e una spesa modesta ho preparato un piatto fresco e soprattutto colorato.
Ora per chi non le ha mai mangiate è il caso di sprecare due parole sulle patate viola. Le ho sempre viste in tv ma mai nei banchi del supermercato, quindi quando le ho adocchiate non ho potuto fare a meno di comprarle sperando di riuscire a farci qualcosa. Non vi aspettate le solite patate ma di colore doverso, qui anche il sapore cambia. E' caratteristico il retrogusto di castagna e la consistenza un pochino farinosa che le rendono adattissime per preparare gnocchi o purè di sicuro effetto scenico. Chi pensa che siano qualcosa di innaturale e modificato geneticamente però sbaglia, infatti sono una qualità di patate molto antica che proviene dal Sudamerica, quindi niente paura. Anzi, provatele perchè sono davvero buone.
E ora la ricetta!

Ingredienti:
6 foglie di lattuga freschissima
250 gr di patate viola
125 gr di gamberetti già bolliti
100 gr di salmone affumicato
2 pomodori da insalata
50 gr di pane di ricotta tagliato a dadini
un bel ciuffo di basilico
sale e pepe
olio extra vergine d'oliva

Mettiamo a bollire le patate con un cucchiaio d'olio nella acqua per ammorbidire la buccia e agevolare poi la pelatura. Intanto laviamo e asciughiamo bene l'insalata e tagliamola non troppo sottile, lo stesso per i pomodori. Trasferiamo in una ciotola abbastanza capiente.
Quando sono pronte sbucciamo le patate, tagliamole a fettine abbastanza sottili e lasciamole raffreddare, poi uniamo alle altre verdure nella ciotola. Aggiungiamo i gamberetti e il salmone tagliato a listarelle sottili.
Iniziamo a condire con sale e pepe.
Laviamo il basilico, asciughiamolo e tritiamolo finemente, poi uniamolo a mezzo bicchiere d'olio. Due cucchiai di quest'olio aromatizzato vanno messi in una padella antiaderente in cui faremo tostare i dadini di pane di ricotta. A questo punto, con l'olio rimasto condiamo l'insalata e iniziamo a comporre il piatto. Nel fondo del piatto da portata disponiamo le altre tre foglie di lattuga opportunamente lavate e asciugate, poi adagiamo l'insalata e infine i crostini. 
Se avete tempo consiglio di lasciare il basilico nell'olio anche per tutta la notte in modo che l'aroma penetri maggiormente.



domenica 9 giugno 2013

Sformato di ricotta e bietola


Primo giorno di mare.
Finalmente è arrivato il momento giusto e la giornata giusta.
Sveglia con calma, pasta e cappuccino al bar, capotte della macchina abbassata e via verso Costa Rei, una delle più belle località di mare della Sardegna. Sì, c'era un po' di vento ma niente che potesse rovinare una location così bella. Appena arrivati poi per prima cosa siamo andati da Nando. 
Credetemi vale la pena spenderci due paroline. 
Nando è un pittoresco personaggio che gestisce un chiosco in riva al mare, cagliaritano DOC per lui l'ospitalità è sacra e tratta tutti come se fossero amici di vecchia data senza lasciarsi andare a stupide formalità da ristorante di classe. Il suo carattere è una delle attrattive principali del chiosco, ma non meno importante è la bontà della cucina che serve. 
Onestamente non so neanche se con i prezzi che fa gli resti qualche spicciolo in tasca.
Noi con 45 euro abbiamo avuto: due spritz come aperitivo, vino, acqua, una teglia enorme di zuppa di cozze e arselle, verdure grigliate, polpo con patate (e chiariamo che era un polpo intero), spaghetti con i frutti di mare e un fritto misto freschissimo. Avessi mangiato tutto questo in un ristorante a Cagliari avrei speso almeno 30 euro a persona. 
Certo, abbiamo mangiato con piatti di plastica su tavoli malandati, ma volete mettere la felicità di mangiare davanti al mare cristallino mentre la brezza ricca di salsedine ti sfiora il viso?
Bè è una sensazione che auguro a tutti almeno una volta nella vita.


Ora, visto che nel fine settimana ci concediamo delle cose molto goduriose capirete che entro settimana mangiamo cose rapide e leggere che si possano preparare con anticipo. L'esempio classico è lo sformato che si può personalizzare in mille modi diversi: io ho sfruttato della bietola e della ricotta che avevo in casa e nel giro di un'oretta la cena era pronta.

Ingredienti:
300 gr di bietola
250 gr di ricotta
3 uova
sale
noce moscata
olio

Laviamo bene la bietola e facciamola bollire finchè non sarà cotta, poi facciamola raffreddare in uno scolapasta in modo che l'acqua accumulata durante la cottura venga eliminata. Intanto lavoriamo la ricotta con le uova, un pizzico di noce moscata e una presa di sale. Aggiungiamo la bietola tagliata grossolanamente e mescoliamo bene. Ungiamo una teglia con dell'olio e versiamoci dentro il composto.
Inforniamo a 190°C per circa 45 minuti, poi lasciamo raffreddare sformiamo e serviamo tiepida o fredda.

martedì 4 giugno 2013

Torta sabbiata farcita con dulce de leche



Vi capita mai di non avere idea di cosa preparare a pranzo o cena?
A me sì e anche spesso. E dire che ho una trentina di ricettari da cui potrei attingere facilmente, ma manca sempre un ingrediente o il tempo, e quindi ultimamente, in casa mia si mangia solo roba semplice e poco elaborata. Pasta al sugo, molta frutta e molta verdura, niente di troppo elaborato che valga la pena di fotografare e postare qui. Però si sa, ogni tanto un dolcetto ci vuole e con una bella giornata di sole a zero vento bisogna approfittarne e buttarsi nella mischia tra farina, uova e zucchero. Secondo me è sempre la terapia migliore contro lo stress e visto che tra un po' il forno diventerà off limits (spero) mi ci dedico ora che le temperature sono ancora miti. Possibilmente usando nuovi ingredienti, come il dulce de leche.
Alzi la mano chi sa che cosa è.
Per me era solo un barattolino comprato per caso. Mi sembrava una salsa caramellosa, ma non avevo idea di come usarla e quindi è rimasto in dispensa per mesi fino a che la mia solita impazienza mi ha dato l'occasione giusta. Comunque, per la cronaca, il dulce de leche è un dessert a base di latte e zucchero che si fa cuocere fino a che non diventa color nocciola mescolando continuamente. E' tipico del Sud America dove si prepara in casa o si trova direttamente sugli scaffali del supermercato in baratttolo come quello che ho acquistato io.

E' iniziato tutto così: volevo fare una torta e ho optato per una torta sabbiosa. Avevo tutti gli ingredienti e mi sono messa subito a mescolare tutto ma con le dosi dimezzate e in pratica la ricetta stravolta. Durante la cottura come mio solito ho aperto il forno e al centro è scesa un pochino lasciando però i bordi belli alti e corposi. Era proprio quello che stavo aspettando. Mi è bastato riempire la concavità con la crema ed ecco qua una torta deliziosa farcita in pochi secondi.
Vi do gli ingredienti originali della torta e poi quelli della mia versione ridotta, cotta con uno stampo da circa 13-14 cm di diametro.


Ingredienti per la ricetta originale:
220 gr di burro
200 gr di zucchero
150 gr di fecola di patate
70 gr di farina
3 uova 
2 tuorli
1 bustina di lievito vanigliato

Le mie dosi:
100 gr di burro
100 gr di zucchero di canna
100 gr di farina + amido per torte soffici
2 uova grandi
la scorsa di mezzo limone
2 cucchiai di succo di limone
mezza bustina di lievito vanigliato.

Accendiamo il forno a 170°C.
Lavoriamo il burro con la frusta, poi aggiungiamo le uova e infine zucchero, farina e fecola, scorsa e succo di limone. Infine il lievito. Mescoliamo bene e inforniamo in uno stampo imburrato e infarinato per bene.
Se tutto andrà bene avrete una torta alta da mangiare anche senza farcitura. Se invece avrete la mia stessa fortuna otterrete un dolce molto umido e leggermente acidula che si sposa molto bene con il dulce de leche.

mercoledì 22 maggio 2013

Torta alle fragole



Cavolo che sonno che ho.
Mi sono svegliata alle 4 per il freddo, mi sono appallottolata stile gatto e ho provato a riaddormentarmi. Tempo venti minuti e si mette a suonare il telefono di Ste.
A quel punto mi sono alzata, ho acceso la tv e mi sono messa davanti al pc che da un po' di tempo sto trascurando per dedicarmi al lavoro e altri impegni. Ora per esempio chiudo il post e mi metto a lavare i piatti, infine alle dieci però vado a farmi fare le unghie dalla mia amica, così un po' di relax me lo prendo anche io.


Ingredienti:
100 gr di zucchero
2 uova
60 gr di burro
35 gr di olio di semi
180 gr di farina autolievitante 
10-15 fragole
2 cucchiai di zucchero di canna

Mescoliamo insieme tutti gli ingredienti tranne le fragole e lo zucchero di canna. Versiamo in una tortiera dai bordi bassi e guarniamo la superficie con le fragole tagliate a fette abbastanza grosse. Infine spolveriamo con lo zucchero di canna che serve a formare la crosticina. Cuociamo in forno caldo a 180°C per circa mezz'ora.






martedì 14 maggio 2013

Verdure arrosto molto facili.... e i giovani choosy


Qualche settimana fa, discussione con un paziente:
"Mia figlia poverina non trova lavoro, tu sei fortunata ad avere uno stipendio"
"Bè fortunata non proprio, diciamo che ho studiato tanto, mi sono laureata e per mia fortuna ho scelto una professione che amo tanto e per cui c'è forte richiesta; ma tua figlia che studi ha fatto?"
"Lei è laureata, anzi no, diplomata alla ragioneria, ma per lei non c'è nulla"
" Ma sta cercando in questo momento?"
"No, perchè non c'è lavoro"
"E cosa aspetta, che le bussino alla porta proponendole un posto a tempo indeterminato come impiegata?"
Cambio repentino di discorso...
"Mio figlio un paio di anni fa' ha provato a fare il test per entrare in infermieristica ma è un mondo di corrotti, c'era gente raccomandata e non è riuscito a entrare. Tu sicuramente avrai avuto qualche aiuto"
"No guarda, io santi in paradiso non ne ho, anche lì ho studiato tanto e sono entrata diciassettesima su quasi 500 persone"
"Allora sei stata fortunata"
"O forse sono solo più intelligente di tuo figlio".
Silenzio...

Ora, non voglio dire che non esista una crisi economica in Italia o che basti svegliarsi la mattina e chiamare  l'ufficio di collocamento per trovare lavoro, ma non si può neanche restare in casa ad aspettare la manna dal cielo. Nè continuare a dedicarsi a studi che non permettono di guadagnarsi il pane come LETTERE ANTICHE, STORIA, BENI CULTURALI  e affini. Non critico chi ha fatto queste scelte, capisco che lo studio è amore, ma non si pagano le bollette solo con i sogni. 
Purtroppo spesso i ragazzi della mia generazione sono pompati da genitori che hanno fatto tanti sacrifici e che pur di vedere realizzata la propria prole è disposta a tenerseli in casa vita natural durante. 
Fare la commessa, la ragazza delle pulizie o la badante per molti conoscenti è disdicevole, come se si andasse a rubare. Mi sa che i giovani italiani sono davvero un po' choosy...

Parliamo di cibo ora, anche se so che sicuramente con questo post mi attirerò le ire di tante persone, al di là della ricetta del giorno. Niente di che, solo un modo diverso per preparare le verdure senza perdere tempo o stare davanti ai fornelli per ore, tanto fa tutto il forno.

Ingredienti:

2 melanzane nere
3 patate
3 cipolle
2 zucchine
2 foglie di alloro
un rametto di rosmarino
menta piperita fresca
timo
origano fresco
4-5 foglie di salvia
sale e pepe a piacere
olio extravergine d'oliva

Laviamo e asciughiamo le verdure. Peliamo le patate. Tagliamo in pezzi più lunghi che larghi le verdure, e le cipolle spacchiamole in quattro. Durante il taglio teniamo conto anche dei vari tempi di cottura, visto che ortaggi come le patate richiedono molto più tempo delle zucchine o delle melanzane.
Mettiamo tutte le verdure in una terrina capiente, uniamo le spezie, il sale e il pepe e un filo abbondante di olio. Mescoliamo bene e lasciamo insaporire per una trentina di minuti, poi versiamo tutto su una teglia capiente su cui le verdure possano stare in un unico strato. Infine cuociamo in forno a 200°C per circa 45 minuti sul ripiano medio mescolando di tanto in tanto per evitare che cuociano molto da un lato e poco dall'altro. Serviamo calde o fredde a piacere.


venerdì 10 maggio 2013

RICETTA BASE: la torta margherita


Ragazze sono stanca morta. Dopo una settimana tutta di corsa e diversi doppi turni mi preparo per un week-end di relax e riposo estremo. Non ho voglia di fare nulla e la sola idea di mettermi a cucinare ora come ora mi fa venire i brividi, quindi accontentatevi di una ricetta base indispensabile. Indispensabile perchè è molto versatile e può essere servita sia nella sua versione più semplice, cioè spolverata con dello zucchero a velo, o farcita con crema, frutta e panna montata.
Non fatela mancare nei vostri ricettari perchè torta utile quando si ha poco tempo e piace a tutti.

Ingredienti:
100 gr di farina
100 gr di burro
3 uova
1 bustina di vanillina
100 gr di fecola di patate o maizena
200 gr di zucchero
1 bustina di lievito

In una ciotola capiente montiamo con le fruste le uova con lo zucchero e la vanillina. Quando saranno ben gonfie e chiare aggiungiamo la farina e la fecola setacciate insieme. Per ultimi aggiungiamo il burro fuso e il lievito. Foderiamo una tortiera con carta da forno e cuociamo in forno caldo a 180°C per circa 40-45 minuti, regolatevi in base al modello che possedete.
Ecco qui. Finito. Facile?



domenica 5 maggio 2013

Pagnotelle integrali



Oggi pranzo al cinese con Ste e i miei genitori in uno di quei nuovi ristoranti cinesi che sfruttano la forma ALL CAN YOU EAT, in pratica si paga un prezzo fisso più quello delle bevande e si prende dal buffet tutto quello che si vuole quante volte si desidera. Ora io capisco che la cosa faccia gola ma c'è chi prende il motto "tutto quello che puoi mangiare" proprio alla lettera abbuffandosi come maiali al solo scopo di ottimizzare l'investimento. Dietro di noi c'erano due tipi che si sono divorati 4 piatti di cibo colmi fino all'orlo, ovviamente a testa, più un piatto di dolci e probabilmente anche la frutta. Non ho assolutamente idea di dove abbiano potuto mettere tutto quel cibo visto che io dopo un paio di antipasti e un po' di sushi e pollo saltato ero strapiena, tanto che ho ipotizzato che se lo siano messo in borsa per poi mangiarlo a casa. Invece mia madre mi ha assicurato che il tutto è stato divorato con la tranquillità di chi prende cappuccino e croissant al bar prima di andare a lavorare. Per carità, lungi da me criticare chi ha un appetito fuori dal normale, ma resto sempre stupita davanti alla gente che davanti a del cibo non riesce a trattenersi dal prendere, prendere e ancora prendere, sgomitando e ammassandosi intorno ai vassoi come se non si mangiasse da mesi. Ovviamente in questi posti il deterrente per evitare lo spreco c'è e consiste in un sovrapprezzo da pagare in caso non si consumi tutto il cibo nel piatto, ma questo non riesce a fermare i mangioni che pur di non spendere un solo centesimo in più sono in grado di abbuffarsi come in un tipico pranzo di Natale. Ma poi tutto questo a cosa serve? Boh...Tipica mentalità italiana...

Ora andiamo avanti e commentiamo la ricetta. "Nuovamente pane?" direte voi, ebbene sì, ultimamente mi sto dedicando a preparare questo alimento basilare in casa con le mie manine e a congelarlo per il consumo settimanale, anche perchè ormai il pane buono davvero è difficile da trovare a meno che non abbiate la fortuna di vivere vicino a qualche panetteria vecchia maniera che prepara il pane con tutti i santi crismi. Dopo il pane di semola mi sono data alla preparazione di panini integrali: la ricetta l'ho trovata sulla confezione della farina integrale Barilla, provatela perchè è ottima l'unico neo è il quantitativo di sale che ho aumentato perchè la prima infornata è risultata un po' insipida. Non aspettatevi crosticine croccanti ma pagnottelle morbidissime che durano anche due giorni senza diventare pietra.

Ingredienti:
500 gr di farina integrale
300 ml di acqua tiepida
20 gr di lievito di birra
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaino di sale

Sciogliamo il lievito nell'acqua tiepida. In una ciotola disponiamo la farina col sale e uniamo l'acqua col lievito e l'olio. Impastiamo per una decina di minuti e lasciamo lievitare in un ambiente tiepido coperto con un canovaccio per circa mezz'ora. Passato questo lasso di tempo dividiamo l'impasto in 4 panetti e mettiamoli sulla teglia del forno a lievitare per un'altra ora e successivamente cuociamo in forno caldo a 200°C.

venerdì 3 maggio 2013

Pane siciliano di semola e semi di papavero



 Continua il festival della primavera ritardataria, sostenuta per giunta da un paio di giorni di vento di scirocco che soffiando dall'Africa ha portato solo acqua mista a terra, e a me personalmente un albero troncato in giardino. Prima o poi doveva accadere, una parte del tronco era cresciuto storto e attorno a questo si erano intrecciati vari rami che sono venuti giù all'ennesima raffica di vento. Vi lascio intuire il rumore che ha fatto, ma soprattutto la faccia di Stefano che non riusciva a credere ai suoi occhi. Per intenderci in giardino non ho una quercia o una sequoia ma un albero particolare che produce i famosi tromboni d'angelo, dei fiori molto belli a forma di campana che in estate emanano un profumo meraviglioso. E' iniziato tutto in sordina, prima i lampi e poi dei tuonni spaventosi, ovviamente non ci siamo interessati molto alla cosa visto che eravamo già beati nel nostro lettino a guardare la tv; poi ha iniziato a piovere con gocce da mezzo litro l'una, ma anche questo non ci ha disturbati. Solo quando abbiamo sentino lo schianto a distana ravvicinati ci è venuto il sospetto che qualcosa non andasse e vi lascio immaginare la nostra faccia quando ci siamo alzati e abbiamo guardato guardato fuori dalla finestra. Mezzo albero in terra che tra l'altro bloccava pure il patio davanti alla porta di casa. Con coraggio abbiamo affrontato la situazione e siamo corsi fuori a rimediare alla catastrofe. La cosa ridicola eravamo noi che a l'una del mattino col giubbotto sopra il pigiama e sotto una pioggia torrenziale cercavamo di liberare l'ingresso di casa da tutto quel groviglio di rami e foglie. Una scena fantozziana degna delle peggiori commedie demenziali.




Ingredienti:

4 tazze di semola di grano duro
1 tazza di farina bianca
20 gr di lievito fresco
2 cucchiaini di sale
2 tazze scarse di acqua tiepida
2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
semi di sesamo o di papavero per ricoprire

In un bricco sciogliamo il lievito in acqua tiepida e uniamo l'olio.
In una ciotola mescoliamo la semola, la farina e il sale, poi facciamo un buco al centro e lentamente uniamo il liquido ottenuto precedentemente. Mescoliamo fino a ottenere un impasto compatto che rovesceremo sulla spianatoia e impasteremo per una decina di minuti. Fatto questo mettiamo a lievitare in una terrina leggermente oliata in un luogo caldo e asciutto coperto da della pellicola e alcuni panni. Io normalmente scaldo il microonde con grill per circa 5 minuti e lo uso come camera di lievitazione. La lievitazione deve durare almeno un'ora e mezzo o comunque fino a che l'impasto non raddoppia di volume.
Ultimata la lievitazione rimettiamo l'impasto sulla teglia già foderata di carta da forno e lentamente diamogli la forma di un pane rotondo. Rimettiamo a lievitare per un'altra ora e iniziamo a riscaldare il forno a 220°C. Ultimo tocco prima della cottura è l'aggiunta dei semi: il pane siciliano è famoso per i semini di sesamo che lo orna ma la ricetta indicava come alternativa i semi di papavero. Per farli aderire bene prima di cospargere il pane spennellatelo con dell'acqua, in questo modo i semi non cadranno appena ultimata la cottura.
Cuociamo per circa 45 minuti e sforniamo quando la pagnotta risulterà croccante e dorata.

venerdì 26 aprile 2013

Pollo fritto allo zafferano


Ricordo un pomeriggio di tanti anni fa', era il 9 maggio e avrò avuto più o meno 10 anni o poco più. Lo ricordo per il semplice fatto che in quella data feci il primo bagno al mare. Come sono cambiati i tempi... Ora alla fine di aprile porto il piumino e la sciarpa nonostante la primavera sia iniziata da un pezzo e spero in una giornata di sole che mi faccia asciugare le ossa e tornare la voglia di passare del tempo fuori casa.
Invece mi sento stanca e fiacca, fosse per me dormirei e basta per un mesetto per poi risvegliarmi a giugno.
Peccato che il letargo per gli umani non sia contemplato dalla natura e mi tocchi continuare con la solita routine fino a che il sole non si deciderà a scaldare terra e mare.
Mentre aspettiamo gustatevi queste coscette di pollo, sono ottime ma attenzione alla cottura, nessuno vuole mangiare carne di pollo di cruda.


Ingredienti:

4 cosce di pollo
1 rametto di rosmarino
3 foglie di salvia
2 foglie di alloro
1 bustina di zafferano
olio extra vergine di oliva
sale e pepe
olio di semi per friggere

Per la pastella:

100 gr di farina
1 uovo
birra chiara q.b.
1/2 bustina di zafferano
sale

Laviamo e asciughiamo le cosce, poi facciamole rosolare in padella con un filo d'olio, sale e le erbe aromatiche. Cuociamo a fuoco medio per 5 minuti rigirandole spesso. Togliamo le erbe e aggiungiamo un bicchiere d'acqua calda in cui avremo sciolto lo zafferano; continuiamo a cuocere fino a che il sugo si sarà ristretto. Togliamo le cosce dal tegame, asciughiamole con carta da cucina e facciamole raffreddare.
Intanto prepariamo la pastella mescolando la farina con l'uovo e un pizzico di sale, poi aggiungiamo in maniera graduale la birra fino ad ottenere un impasto denso ma allo stesso tempo fluido.
Scaldiamo l'olio per friggere: quando sarà quasi a temperatura facciamo dei taglietti sulla pelle del pollo con un coltello affilato e immergiamole nella pastella. Friggiamole per circa 10 minuti, quindi scoliamo e serviamo subito.



lunedì 15 aprile 2013

Chili di carne e fagioli





Ok, devo ammettere che se penso ai cow boy la prima cosa che penso sono nell'ordine:
- Bud Spencer e Terence Hill nei loro film, che per me sono tremendi ma che a quanto pare sono cult movie,
- Agli occhi di Clint Eastwood,
- Agli attuali uomini delle mucche che cercano di rompersi l'osso del collo durante i rodei,
- A Hugh Jackman nel film Australia con Nicole Kidman
- Alle corna di mucca/toro/vacca o bufalo sulla macchina di qualcuno di Dallas o Hazzard.
Come potete vedere la mia cultura a riguardo è abbastanza ristretta, e solo dopo aver riflettuto molto intensamente ho pensato al Texas e i ricordi di Anne mi hanno aiutato a visualizzare una realtà che sfortunatamente non conosco ma che sarebbe bello poter vivere anche solo per 5 minuti.
Quello che conosco invece è il sapore del chili che volevo ottenere, la sua consistenza e il suo gusto deciso.
Ovviamente non avevo dubbi sul fatto di mischiare carne e legumi per creare un connubio speciale, forse banale ma per me sempre azzeccato.
Ho scelto carne di manzo e fagioli neri, questi ultimi tengono bene la cottura e alla fine della cottura quasi tutti  restano interi, con la buccia integra e un gusto cremoso all'interno. Il contorno of course non poteva essere niente di troppo elaborato con una portata principale così intensa e ho optato per dei semplici peperoni arrosto spellati e conditi solo con un filo d'olio. Ma la cosa più deliziosa di tutte è stata il pane. Una sorpresa incredibile: si prepara in poco tempo e può essere usato per accompagnare qualsiasi tipo di affettato, meglio se mentre è ancora caldo. Sicuramente lo terrò a mente per le prossime scampagnate.
Ma ora veniamo alla ricetta.


Per il chili:

500 gr circa di carne di manzo a cubetti da circa 2,5 cm di lato
3 peperoncini essicati
5 cucchiai di fagioli neri secchi
mezzo cucchiaino di coriandolo macinato
mezzo cucchiaino di cumino macinato
sale
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio


Per il contorno: 

3 peperoni interi
olio
sale


Per la tortilla:

500 gr di farina
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino e mezzo di lievito non vanigliato
1 cucchiaino di sale
240-360 ml di acqua tiepida.

Iniziamo la sera prima mettendo a bagno i fagioli con un cucchiaino di bicarbonato in una ciotola d'acqua fredda affinchè si ammorbidiscano.
Il giorno dopo invece svuotiamo i peperoncini dai semini, tagliamoli a pezzetti e copriamoli con acqua bollente. Lasciamo così per circa due ore e poi frulliamo tutto ricordandoci di passare la crema ottenuta al colino per eliminare le pellicine.
Ora non resta che avviare la cottura mettendo in una pentola di coccio la carne, la crema di peperoncini, i fagioli e una cipolla tagliata grossolanamente. Infine aggiungiamo un bicchiere di acqua calda per evitare di rosolare la carne e avviare la cottura in modo più soft. 
Aggiungiamo le spezie elencate tra gli ingredienti, saliamo e copriamo col coperchio.
Cuociamo a fuoco bassissimo finchè la carne non sarà morbida, più o meno 2 ore e mezzo o tre.


Mentre la carne cuoce possiamo preparare le tortillas. Ci vorrà più o meno una mezz'ora.
In una ciotola capiente mescoliamo tutte le polveri, poi aggiungiamo l'olio e acqua quanta basta ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Formiamo delle palline di pasta e lasciamole riposare su un piatto per circa 15 minuti coperte da un canovaccio umido.
Scaldiamo la piastra e intanto stendiamo col mattarello la pasta in modo da formare dei dischi di pasta abbastanza sottile; trasferiamo sulla piastra e appena vedremo formarsi delle bollicine in superficie giriamo e terminiamo la cottura. Man mano che vengono cotte impiliamo le tortilla le une sulle altre e poi trasferiamole in un contenitore che le mantenga tiepide fino al momento di servire.

Infine per il contorno non ho voluto esagerare, visto e considerato che il mio chili è un piatto più che unico ho solamente preparato della verdura arrosto. Ho messo in forno dei peperoni interi e li ho fatti cuocere per 45 minuti, poi li ho spellati e privati dei semini, ed infine conditi con un filo d'olio extravergine d'oliva.



giovedì 11 aprile 2013

La crostata di zucchine dell'Araba



Tra i blog che seguo con più piacere c'è sicuramente quello di Stefania, la ormai famosa Araba Felice. I suoi racconti da una parte del mondo che ci sembra così lontana per usi e costumi mi divertono e mi fanno pensare a come possa essere diversa la vita a poche ore di volo da qui, soprattutto per le donne. Ma la cosa che più più sorprende sono le ricette: semplici, veloci e quasi sempre senza qualche ingrediente che a prima vista sembrano basilari. Alla fin fine tutto restava sempre molto empirico, non ho mai riprodotto nessuna delle sue ricette, come se si trattasse di un furto. 
Poi un giorno leggo di una crostata salata di zucchine da si può preparare in pochi minuti e far cuocere con tranquillità in forno, e... non ho potuto resistere. Avevo in casa tutto quello che mi serviva, comprese le zucchine e ho deciso che era il momento giusto per provarci, anche perchè Stefania prometteva che la base si sarebbe preparata in meno di un minuto. Effettivamente ci ho messo pochissimo tempo e ho preparato la cena per la sera con pochi gesti e sporcando il meno possibile.
Ovviamente la base si può personalizzare in mille modi e quindi è una di quelle cose che conviene saper fare anche in caso di cena improvvisata.
Io ora vi metto la ricetta ma andate a trovare Stefania e leggetevi anche il racconto che la precede...


Ingredienti:

250 gr di farina
100 ml di acqua bollente
100 ml di olio di semi
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito per torte salate
verdure a scelta da condire a piacere con olio sale e spezie


Mescolare la farina con il lievito e il sale. Aggiungere l'olio e l'acqua bollente. Mescolate con una forchetta fino a ottenere un impasto morbido che si possa lavorare. Io l'ho steso su una teglia foderata di carta forno usano i pugni chiusi per evitare buchi e affossamenti. Poi si ricopre con le zucchine tagliate sottili, si condisce con olio sale e le spezie preferite e si inforna a 200°C per circa 45 minuti.

Per la buona riuscita del piatto è utilissimo seguire i consigli di Stefania che ci da tute le dritte per ottenere un prodotto fantastico.







lunedì 8 aprile 2013

BROWNIE AL CIOCCOLATO FONDENTE


Dopo tanti anni un messaggio su Facebook seguito da una telefonata ed ecco che mi ritrovo davanti a un caffè con un amico di vecchia data. Molto vecchia visto che ci conosciamo da vent'anni esatti, ovvero da quando eravamo bambini; ma si sa come vanno queste cose, si cambiano scuole, compagnie di amici, fidanzati e fidanzate e in poco tempo ci si perde di vista senza neanche sapere il perchè. E poi basta una scintilla, un motivo futile che subito diventa un'opportunità per riprendere i contatti e rivedersi.
Quando alle spalle ci sono tante esperienze condivise non servono mille parole, basta un'occhiata e un abbraccio sincero per ricominciare tutto da capo come se ci si fosse salutati appena la sera prima. Noi non ci fermavamo a parlare un po' da quando eravamo adolescenti e scoprire che nulla è cambiato è veramente bbello. Abbiamo parlato delle nostre vite per poi guardarci in faccia e renderci conto che stiamo crescendo, e ormai siamo degli adulti con case, compagni, lavoro e responsabilità.
Un'ora volata in un lampo e poi ognuno è tornato alla propria vita con un sorriso sulle labbra. 
Come dice sempre qualcuno "Solo le montagne non si incontrano".





Ora parliamo dei brownies. Velocissimi da preparare e anche questi perfetti da mettere in freezer e scongelare al momento giusto per un momento di dolcezza. Visti gli ingredienti potrebbero sembrare pesanti come pietre da digerire, invece sono morbidi e perfetti per chi soffre di dipendenza dal cioccolato.


BROWNIE AL CIOCCOLATO FONDENTE

90 gr di farina
60 gr di farina autolievitante
100 gr di granella di nocciola
90 gr di gocce di cioccolato bianco
125 gr di burro ammorbidito
200 gr di cioccolato fondente
2 uova leggermente sbattute

Tostiamo la granella per un minuto circa in una padella antiaderente a fuoco medio.
In una ciotola uniamo le due farine, la granella e le gocce di cioccolato bianco. In un tegamino o come faccio io nel microonde facciamo sciogliere il burro e il cioccolato fondente mescolando di tanto in tanto per evitare che restino parti solide: dopo pochi minuti otterremo una crema morbida a cui aggiungeremo le uova. Infine non resta che unire questo composto agli ingredienti secchi senza lavorare troppo l'impasto.
Copriamo con la pellicola trasparente e mettiamo a riposare per almeno trenta minuti in frigorifero.
Passato questo tempo accendiamo il forno a 180°C e iniziamo a creare delle palline di impasto dal diametro di circa 2-3 cm che faremo cuocere per circa 12 minuti. Attenzione al momento di togliere i dolci dalla teglia: saranno ancora molto morbidi quindi usiamo una spatola e mettiamoli a raffreddare su una griglietta prima di conservarli.

mercoledì 3 aprile 2013

Gocce di marmellata (ovvero i biscotti all'impronta)



Pasqua e Pasquetta sono passate in un lampo e per una volta ho avuto le idee chiare su cosa fare. Ho semplicemente invitato una coppia di amici a casa dalla sera di Pasqua con l'idea di cenare insieme e il giorno dopo pranzare con agnello e maialetto arrosto. Spostarmi da casa mia avrebbe significato finire in qualche agriturismo dove per non meno di 100 euro a testa avrei dormito in un letto che il mattino dopo avrei definito scomodo e mangiato cose che non corrispondono mai al menù sponsorizzato. A quel punto tanto vale mangiare quello che dico io e come voglio io. Con una spesa irrisoria abbiamo mangiato e bevuto benissimo senza dover pensare a trucco e parrucco o ai punti della patente persi per un bicchiere di vino in più.
Ovviamente avere ospiti significa poter attingere all'arte del ricevere con rilassatezza senza impazzire dietro ai fornelli, perchè a quel punto tanto vale stare soli, e quindi bisogna partire organizzati.
Qualche sera prima ho preparato i biscotti per la colazione che poi ho congelato per evitare che fossero duri come pietre e che ho scongelato il pomeriggio di Pasqua. Dovevano essere di un solo tipo ma alla fine mi sono fatta prendere la mano e nel giro di 2 ore ho sfornato 4 tipi di biscottini perfetti da offrire, credetemi, fossero stati brutti li avrei nascosti in fondo al freezer e tirati fuori solo in caso di attacco nucleare.
Grandi complimenti e bocche che ruminavano sono state la conferma che ciò che ho preparato è stato gradito e che io mi sono potuta rilassare dopo il primo assaggio che normalmente è quello più drammatico. 



Per 30 biscotti circa:

100 gr di burro ammorbidito
100 gr di zucchero semolato
5-6 cucchiai di latte
1 bustina di vanillina
125 gr di farina autolievitante
100 gr circa di marmellata di ciliegie

Accendere il forno a 180°C.
Con la frusta ( elettrica o a mano) lavoriamo lo zucchero con il burro morbido, poi aggiungiamo il latte e la vanillina. Infine setacciamo la farina e impastiamo bene. Dobbiamo ottenere un impasto morbido ma compatto da cui ottenere delle palline che poi vengono appiattite leggermente con il dorso della mano. Al centro ricaviamo una cavità con un dito e riempiamo con un po' di marmellata.
Inforniamo per circa 15 minuti su una teglia foderata di carta forno, poi sfornare e freddare.

mercoledì 27 marzo 2013

Minestra di gambi di asparago


 Se dopo una giornata di pioggia il sole splende, bè è il momento giusto per andare alla ricerca degli asparagi selvatici. Che poi qui in Sardegna sono GLI ASPARAGI  e basta, visto che da noi quelli grossi molto comuni al nord Italia qui si trovano poco, se non congelati, e comunque piacciono poco. Probabilmente per quel gusto un po' blando che non ci soddisfa totalmente. E poi volete mettere la sfida di andare a passeggiare in campagna col solo rumore della natura? Non si pensa a nulla, solo a quanti asparagi si riusciranno a trovare e a cosa prepareremo una volta rientrati. 
Certo non è semplicissimo trovarli, bisogna conoscere le zone giusto e riconoscere le piantine sotto cui crescono, solitamente lungo i muretti di cinta dei terreni agricoli che normalmente dalle mie parti sono creati ammucchiando proprio ai lati della proprietà le pietre che si trovano arando la terra e che di fatto non servono a nulla.





La pianta madre è abbastanza riconoscibile grazie al fatto che ha molti rametti spinosi, ma rovesciando di lato la pianta con il piede se siamo fortunati potremo scoprire un piccolo tesoro.




Una volta rientrati si possono preparare migliaia di piatti, ma se non amate il gusto amaro potete sbollentarli per 2 minuti, giusto per mitigare il sapore. Io normalmente li lascio al naturale è li uso per preparare le classiche uova al tegamino o un risotto, ma in questi casi servono le punte. 

E i gambi? Non sono certo da buttare. Si possono riciclare per fare una minestra leggera leggera.


Basta far bollire i gambi bel lavati in una pentola con acqua quanto basta a coprirli per circa 2-3 cm per circa 30-40 minuti. Il brodino si deve ridurre di circa 1/3. Poi si passano i gambi con un colino sopra la pentola stessa del brodo per far passare la polpa e trattenere la parte legnosa del fusto. Ora basta riportare a bollore, aggiustare di sale e per chi lo gradisse del pepe e far cuocere la il formato di minestrina che si preferisce. Ultimo tocco, per chi lo desidera, 3 cucchiaini di fiocchi di latte o ricotta fresca.



sabato 23 marzo 2013

lemon cookies, il gusto agrumato che mi piace tanto




Se ci avete fatto caso è molto raro che io posti la ricetta di una torta di mele o di una crostata con crema e banane. Non che non mi piacciano, per carità, solo che ho in casa un fidanzato che odia la frutta in ogni sua forma e dimensione. E per chi vuole cucinare è un limite enorme. Pensate che il giorno che ho fatto il plumcake alla banana l'ho chiamato prima di andare a lavoro e gli ho detto che poteva mangiarne anche lui, anzi, che l'avevo fatta apposta per lui. Certo, questa è una bastardata e lo so, ma volevo vedere se se ne sarebbe accorto. Quando sono tornata la sera, nel microonde c'era il dolce iniziato e una fetta con il segno dell'unico morso ricevuto che poi è stato probabilmente sputato nella pattumiera dopo 5 secondi.
Dalla volta ho rinunciato del tutto. Meno male che gli agrumi sono accettati dalle sue papille gustative, e come avrete notati li uso tantissimo. Fanno bene e danno un gusto incredibile a ogni piatto.

L'ultima ricetta che ho provato sono questi biscotti. Ho preso la ricetta dal libro AMERICAN BAKERY di Laurel Evans che tra l'altro ha il blog Un'americana in cucina. Se volete scoprire di più sul cibo made in USA fateci un salto perchè troverete ricette fantastiche.
Tornando ai biscotti: si preparano in meno di un'ora ma non ho idea di quanto durino visto che in due giorni sono stati spazzolati tutti con la richiesta di farne altri il prima possibile.
Effettivamente il loro gusto molto limonoso è irresistibile e uno tira l'altro. Ma secondo me un pochino di zucchero in meno sarebbe stato l'ideale, togliendo 50 gr circa sarebbero stati un po' meno dolci e ancora più buoni.



LEMON COOKIES

per i biscotti:
280 gr di farina 0 o Manitoba
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/2 cucchiaino di sale
110 gr di burro a temperatura ambiente
200 gr di zucchero ( secondo me 150 sono sufficienti)
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone ( io ho messo la scorza di mezzo limone)
1 uovo
2 cucchiai di succo di limone ( io il succo di mezzo limone)

per la glassa ho usato 150 gr di zucchero a velo con 3 cucchiai di limone, il tanto giusto per ricoprire bene la superficie. Farne di più non serve, la dovreste buttare.


Accendiamo il forno a 180°C. In una ciotola lavoriamo il burro con lo zucchero e la scorza di limone, poi aggiungiamo il succo di limone e l'uovo. Questo composto che deve risultare ben gonfio ora può essere unito a farina + bicarbonato + sale. Ora non ci resta che lavorare con un cucchiaio di legno per un minuto circa.


Otterremo un impasto molto compatto che cuoceremo sotto forma di palline. La ricetta originale consiglia di crearle con 3 cm di diametro ma anche più grandi non guastano basta solo che si lasci lo spazio tra l'una e l'altra per evitare che vengano a contatto durante la cottura. In 15-20 minuti al massimo sono pronti.
Attenzione perchè appena tolti dal fuoco sono molto morbidi e vanno lasciati freddare pena la distruzione del biscotti ( io ci ho provato e l'ho visto sbriciolarsi). Alla fine spennellate con la glassa e servite.

giovedì 21 marzo 2013

Tortine al formaggio ed erba cipollina


Un pomeriggio con i miei nipotini.
Fabio malaticcio che vorrebbe pane e Nutella, col mal di pancia del giorno prima non mi sembra l'ideale.
Lo convinco a mangiare lo jogurt.
Alice vuole la mela. Ma mi raccomanda di sbucciarne solo metà.
Io mi preparo una tazza di tè.
Poi tutti sul divano per guardare un film, ma c'è chi ha idee per la testa che frullano parecchio.
Va bene, coloriamo i disegnini per Pasqua.
Con un occhio guardo il film che tra l'altro è molto carino, e con l'altro coloro.
Fabio non sembra interessato, poi all'improvviso prende un pennarello e inizia a colorare il mio disegnino.
Ok scambio dei ruoli, loro colorano e io ritaglio, attacco nastro colorato e creo ghirlande pasquali da appendere ai muri.
Intanto arriva anche Stefano che non fa altro che buttarsi sul divano e guardarsi tranquillo il film, mentre io mi ritrovo su una sedia ad attaccare coniglietti e pulcini alle pareti. 
All'improvviso si gira, ci guarda e capisco che il nostro ridere lo rilassa e gli fa un po' da terapia contro la stanchezza del lavoro. Beato lui...


Un giorno di ferie, e un'idea che mi ronzava per la testa.
Solo un'oretta scarsa ai fornelli, il tempo necessario a rilassarmi un po',e a preparare delle tortine niente male.
Salate of course.


TORTINE AL FORMAGGIO ED ERBA CIPOLLINA

200 gr di farina autolievitante
1 cucchiaio di lievito in polvere
1 pizzico di sale abbondante
50 gr di parmigiano grattugiato
4 cucchiai di erba cipollina
50 gr di burro salato
1 uovo
7 cucchiai di latte

Mescoliamo la farina, il lievito e il sale. Aggiungiamo formaggio ed erba cipollina, poi il burro fuso, il latte e l'uovo. L'impasto deve essere denso, quindi non vi preoccupate se non lo vedete troppo omogeneo.
Dividiamo il composto in circa 12 pirottini piccoli di carta e cuociamo in forno preriscaldato a 200°C per circa 10-12 minuti, ma non serve tenere il timer vicino, quando le tortine saranno gonfie e dorate in superficie potranno essere levate dal forno e lasciate freddare.

Si possono servire tiepide o fredde a piacere.